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	<title>Networking Blog</title>
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	<description>Notizie e informazioni sull´high tech</description>
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		<title>Le minacce del cyberterrorismo</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Sep 2011 08:57:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>hacker</dc:creator>
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		<category><![CDATA[criminalità informatica]]></category>
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		<description><![CDATA[La criminalità informatica, conosciuta anche come cyberterrorismo, rappresenta una delle minacce più preoccupanti dell’attualità. Ormai internet è diventato una componente quotidiana della vita di centinaia di milioni di persone, per non parlare dei siti di banche o enti governativi che potrebbero essere attaccati dagli hacker con risultati devastanti. La criminalità informatica Il terrorismo informatico si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.networkingblog.it/wp-content/uploads/2012/03/pirate-300x200.jpg" alt="La criminalità informatica e le sue conseguenze" title="Le minacce del cyberterrorismo" width="300" height="200" class="alignleft size-medium wp-image-105" /><strong>La criminalità informatica, conosciuta anche come cyberterrorismo, rappresenta una delle minacce più preoccupanti dell’attualità. Ormai internet è diventato una componente quotidiana della vita di centinaia di milioni di persone, per non parlare dei siti di banche o enti governativi che potrebbero essere attaccati dagli hacker con risultati devastanti.</strong></p>
<h2>La criminalità informatica</h2>
<p>Il terrorismo informatico si avvale delle stesse tecnologie utilizzate dagli utenti della rete nella loro vita quotidiana, ovvero network informatici, software, computer e via dicendo. Questo utilizzo tuttavia ha lo scopo di causare danni che vanno dal furto di identità o all’accesso ad informazioni personali sino ad arrivare a vere e proprie strategie terroristiche. Si stratta ovviamente di attacchi meno eclatanti rispetto al terrorismo “fisico”, ma comunque in grado di avere risvolti estremamente negativi. Basti pensare, ad esempio, a cosa potrebbe accadere se venissero violati i sistemi di sicurezza di enti governativi, ministeri della difesa, esercito e via dicendo. Casi simili si sono già verificati diverse volte in passato, e la ricerca di mezzi per arginare gli attacchi di terrorismo informatico è una continua rincorsa nei confronti degli hacker che sembrano sviluppare nuove metodologie di attacco ogni giorno che passa.<br />
I responsabili di attacchi informatici spesso si riuniscono in gruppi, il cui scopo è condividere conoscenze e tecnologie al fine di realizzare le proprie strategie terroristiche. Ovviamente la segretezza è tutto, ma questi gruppi hanno anche l’esigenza di farsi conoscere da quante più persone possibile. È proprio questa la maggior vulnerabilità dei gruppi di hacker informatici: il desiderio di pubblicizzare le proprie “imprese” e di coinvolgere nuovi adepti, che tuttavia spesso porta alla loro identificazione da parte delle autorità. </p>
<h2>L’organizzazione del cyberterrorismo</h2>
<p>Grazie ad internet, i membri di un gruppo dedito al cyberterrorismo non hanno più bisogno di incontrarsi di persona in una sede fisica: accade infatti che allo stesso “progetto” collaborino hacker sparsi ai quattro angoli del pianeta. È sufficiente avere a propria disposizione una connessione ad internet ed un computer per entrare a far parte di simili organizzazioni.<br />
La mancanza di contatti fisici tra hacker rende praticamente impossibile, agli inquirenti e a chi si occupa di sicurezza, l’adozione delle classiche misure di investigazione rappresentate ad esempio da pedinamenti, intercettazioni telefoniche, microspie o informatori. È possibile rintracciare le transazioni economiche effettuate con carte di credito e risalire alle tracce telematiche lasciate in rete dagli hacker, ma comunque si tratta di indagini lunghe e laboriose.<br />
Gli studi degli ultimi anni hanno rivelato come gli episodi di terrorismo informatico e i crimini su internet in generale siano fortemente correlati con la situazione geopolitica e la stabilità a livello internazionale. Conflitti, tensioni, guerre sembrano scatenare la reazione dei cyberterroristi che si accaniscono contro siti di enti governativi, ministeri, mass media e quotidiani allo scopo di causare il maggior danno possibile.<br />
Anche se nella maggior parte dei casi gli episodi di cybercrime vengono contrastati sul nascere, le conseguenze economiche e politiche di questi attacchi non sono affatto da sottovalutare. È questo il caso ad esempio del conflitto israelo-palestinese che, agli inizi del duemila, si è scatenato non solo sul campo ma anche a livello informatico. </p>
<p>Foto: babsi_w &#8211; Fotolia</p>
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		<title>La rivoluzione dei touchscreen e degli schermi BiDi</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Sep 2011 08:46:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>hacker</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tecnologie di rete]]></category>
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		<description><![CDATA[Sino a pochi anni fa sembrava una tecnologia riservata a una ristretta élite di utenti, eppure oggi è ormai di uso comune: si tratta del touchscreen, una modalità di input basata sulla semplice pressione delle dita. Dai dispositivi mobili come ad esempio tablet, smartphone e lettori musicali il touchscreen presto diventerà un elemento comune anche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.networkingblog.it/wp-content/uploads/2012/03/bidi-300x208.jpg" alt="Nei nuovi tablet e smartphone, la tecnologia per gli schermi è sempre più avanzata" title="La rivoluzione del touchscreen e degli schermi BiDi" width="300" height="208" class="alignleft size-medium wp-image-96" /><strong>Sino a pochi anni fa sembrava una tecnologia riservata a una ristretta élite di utenti, eppure oggi è ormai di uso comune: si tratta del touchscreen, una modalità di input basata sulla semplice pressione delle dita. Dai dispositivi mobili come ad esempio tablet, smartphone e lettori musicali il touchscreen presto diventerà un elemento comune anche nei computer.</strong></p>
<h2>Il funzionamento della tecnologia touchscreen</h2>
<p>Il touchscreen è un particolare schermo di tipo tattile che consente di usare le proprie dita come dispositivo di puntamento “alternativo” rispetto, ad esempio, al classico cursore del mouse. A livello tecnico, il touchscreen è formato da tre elementi di base, ovvero il software, il controller e il gruppo schermo-sensore. In seguito al contatto dei polpastrelli (o di un altro oggetto) sul display il sensore manda un segnale elettrico al controller, che lo interpreta e lo invia al software. Esistono diverse tecnologie con le quali può essere realizzato il sensore, che possono ad esempio essere piezoelettrica, capacitiva, resistiva e non solo.<br />
La grande diffusione dei touchscreen è stata soprattutto merito degli smartphone, che hanno fatto diventare questa tecnologia alla portata di tutti. Mentre agli inizi solo i dispositivi top level potevano “permettersi” di essere dotati di un touchscreen, al giorno d’oggi anche gli smartphone più economici sono provvisti di una simile funzionalità. Questa grande diffusione ha quindi innescato una continua ricerca di soluzioni innovative che portassero a touchscreen sempre migliori dal punto di vista delle prestazioni e dell’esperienza utente. </p>
<h2>Il Bidirectional Display Interface</h2>
<p>Uno dei sistemi più promettenti è rappresentato dal cosiddetto BiDi, ovvero il Bidirectional Display Interface che è stato messo a punto presso il MIT (il prestigioso Massachussets Institute of Technology). Il display BiDi è un sistema di input-output bidirezionale che incorpora dei fotodiodi in ciascun pixel dello schermo. Attraverso una tecnica sviluppata presso il Media Lab del MIT, lo schermo BiDi è in grado di catturare input di tipo elettromagnetico come ad esempio la luce, permettendo quindi di utilizzare un’ampia gamma di applicazioni come ad esempio le interazioni in 3D. Il funzionamento è basato su un sistema di rilevamento posto dietro alla superficie del display BiDi, che consente di percepire le variazioni di luce. In questo modo il movimento viene riconosciuto e interpretato a livello spaziale, il tutto in pochi centimetri di spessore.<br />
Questo concept, ad esempio, verrà impiegato per interagire con le interfacce di una ampia gamma di dispositivi (non solo smartphone, ma anche televisori, computer desktop, tablet e notebook) attraverso il movimento delle proprie mani nelle tre dimensioni. Si tratta in sostanza di una tecnologia che una volta si vedeva solo nei film di fantascienza, ma che presto si potrebbe trasformare in realtà.<br />
Le applicazioni del BiDi sono particolarmente promettenti anche nel campo dei videogiochi: basti pensare, ad esempio, a come si potrà giocare in 3D senza essere costretti all’utilizzo di telecamere o controller come accade oggi nelle moderne consolle di gioco. Presto si potrebbe persino dire addio a mouse, joypad, joystick e qualsiasi altra periferica di gioco esterna, perché sarà proprio il monitor ad essere l’interfaccia utente.</p>
<p>Foto: Scanrail &#8211; Fotolia</p>
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		<title>Cenerentola trova la sua scarpetta online</title>
		<link>http://www.networkingblog.it/2011/08/cenerentola-trova-la-sua-scarpetta-online/</link>
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		<pubDate>Sun, 28 Aug 2011 09:11:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>hacker</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Stivali altissimi con tacchi vertiginosi o bassi, decolletes da gran sera, ballerine rasoterra per un look giovane e pratico: questa fine d’anno si preannuncia talmente ricca, per le amanti dello shopping online e delle scarpe invernali, che nessuna potrà dire di no! Scarpe e shopping online: un’accoppiata vincente Tra le svariate occasioni d’acquisto online, quello [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-64" title="Shopping online" src="http://www.networkingblog.it/wp-content/uploads/2011/11/Shopping-online-300x200.jpg" alt="Shopping moderno" width="300" height="200" /><strong>Stivali altissimi con tacchi vertiginosi o bassi, decolletes da gran sera, ballerine rasoterra per un look giovane e pratico: questa fine d’anno si preannuncia talmente ricca, per le amanti dello shopping online e delle <a href="http://www.bonprix.it/categoria/scarpe-in-primo-piano-scarpe-invernali/">scarpe invernali</a>, che nessuna potrà dire di no!</strong></p>
<h2>Scarpe e shopping online: un’accoppiata vincente</h2>
<p>Tra le svariate occasioni d’acquisto online, quello delle calzature è forse il più azzardato: quale altro articolo, infatti, può essere così bisognoso di prove in prima persona, di camminate su e giù per il negozio con la scarpa desiderata ai piedi, per sincerarsi che quei decolletes, quegli stivali, ci renderanno eleganti come star del cinema e non zoppicanti e doloranti come piccole Cenerentole a fine giornata?<br />
Eppure il numero delle amanti dello shopping che cercano online l’occasione e la calzatura perfetta non fa che aumentare: complici la grande varietà di modelli e colori, la comodità di consultazione (internet non ha orari e si può dare un’occhiata al negozio preferito anche sul cellulare mentre si va in pullman verso il posto di lavoro) e di pagamento, l’acquisto da internet sembra essere un nuovo trend.<br />
I motivi? Basta guardare le proposte di questo mese per le scarpe invernali: decine e decine di siti e negozi online offrono calzature di grandi marche, mostrando in ricche “vetrine” tutte le novità della stagione autunno-inverno 2011; una varietà che spesso solo pochi grandi negozi “fisici” possono offrire alle clienti appassionate di scarpe, quindi come resistere?</p>
<h2>Scarpe invernali: le novità autunno-inverno 2011</h2>
<p>Le novità di questa stagione puntano sia alla comodità di chi preferisce una scarpa invernale comoda e confortevole, sia a chi predilige uno stile più femminile e non teme di affrontare con i tacchi alti neppure i marciapiedi gelati.<br />
Verranno soddisfatte sia le amanti delle scarpe invernali a punta tonda che appuntita, in un florilegio di colorazioni diverse; torna di gran moda il mocassino, sia nel suo design classico che in audaci reinterpretazioni, e lo stivale alto, con uno stile da cavallerizza con tacchi ampi e comodi o altissimi a spillo.<br />
Le decolletes si riconfermano vere e proprie evergreen, e per chi teme il freddo, niente paura: quest’anno l’accoppiata tacchi e calzettoni per le scarpe invernali è decisamente cool!</p>
<p>Foto: Mitarart &#8211; Fotolia</p>
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		<title>Couchsurfing in Europa e negli Stati Uniti</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Aug 2011 10:19:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>hacker</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Couchsurfing è una rete di ospitalità estesa a livello mondiale che mette a disposizione dei viaggiatori la possibilità di trascorrere la notte su un divano (o un letto), appartenente ai membri della community internazionale di Couchsurfer, in modo totalmente gratuito. Grazie al Couchsurfing è possibile viaggiare low cost in tutto il mondo e conoscere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.networkingblog.it/wp-content/uploads/2011/10/sofa.jpg" alt="Relax sull divano" title="In Europa e negli Stati Uniti si puo fare Couchsurfing" width="300" height="196" class="alignleft size-medium wp-image-56" /><strong>Il Couchsurfing è una rete di ospitalità estesa a livello mondiale che mette a disposizione dei viaggiatori la possibilità di trascorrere la notte su un divano (o un letto), appartenente ai membri della community internazionale di Couchsurfer, in modo totalmente gratuito. Grazie al Couchsurfing è possibile viaggiare low cost in tutto il mondo e conoscere nuove persone, culture e modi di vivere, e ricambiare poi il favore mettendo a disposizione di altri viaggiatori il proprio divano.</strong><br />
<br/></p>
<h2>Cos’è e come funziona il Couchsurfing </h2>
<p>Letteralmente, “Couchsurfing” significa “saltare da un divano all’altro” e l’idea di una simile rete globale venne al programmatore statunitense Casey Fenton nel 2003. Fenton, all’epoca solo venticinquenne, decise di creare un programma che potesse mettere in comunicazione persone di tutto il mondo disponibili a conoscere ed ospitare viaggiatori. Attualmente sono più di due milioni gli iscritti a questa community di veri e propri globetrotter che girano per il mondo e offrono il proprio divano a persone con le quali condividono la passione per i viaggi e la scoperta. Grazie al Couchsurfing è possibile trovare un alloggio in tutti i Paesi del mondo, Europa compresa. Fra le destinazioni più popolari vi è la Spagna, dove è possibile vivere vacanze all’insegna del divertimento; Barcellona, in particolare, è una delle città più apprezzate dai Couchsurfer di tutto il mondo. Nella capitale della Catalogna sono moltissime le possibilità di farsi ospitare sul divano di qualcuno; oltre ad essere per vocazione aperta ed accogliente, infatti, la città ospita numerosi studenti universitari che ben volentieri si prestano a questo scambio di esperienze. </p>
<h2>Noleggio auto Barcellona: idee per muoversi in città</h2>
<p>Barcellona è una città facilmente raggiungibile con voli low cost, ma anche via nave e tramite collegamenti ferroviari; una volta giunti a destinazione è possibile spostarsi in città con l’efficiente rete di trasporti pubblici. Per chi desidera una totale autonomia la soluzione l’ideale è il <a href="http://www.autonoleggio-online.it/Spagna/Autonoleggio-Barcellona.aspx" target="_blank" >noleggio auto Barcellona</a>, in tal senso, offre numerose opportunità. Il luogo ideale per il noleggio auto Barcellona, sia per pochi giorni che per periodi più lunghi, è direttamente in aeroporto; chi invece giunge in città con altri mezzi di trasporto può avvalersi delle agenzie di autonoleggio presenti praticamente ovunque. Grazie all’opportunità del noleggio auto Barcellona e i suoi dintorni sono facilmente raggiungibili in completa libertà e senza essere vincolati agli orari dei mezzi pubblici.</p>
<p>Illustrazione: olly &#8211; Fotolia</p>
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		<title>Come creare il proprio disco sul web</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Aug 2011 12:33:21 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Se si vuole fare della musica il proprio mestiere, ma si hanno poche risorse economiche a disposizione, gli strumenti del web 2.0 forniscono la soluzione al problema. Innanzitutto perché i social network e il fenomeno del passaparola sono un ottimo mezzo di promozione virale dell’artista, sia perché esistono software che permettono di registrare il proprio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.networkingblog.it/wp-content/uploads/2011/10/creare_musica.jpg" alt="Laptop Musica" title="Come si fa a creare un disco musica online" width="300" height="200" class="alignleft size-medium wp-image-52" /><strong>Se si vuole fare della musica il proprio mestiere, ma si hanno poche risorse economiche a disposizione, gli strumenti del web 2.0 forniscono la soluzione al problema. Innanzitutto perché i social network e il fenomeno del passaparola sono un ottimo mezzo di promozione virale dell’artista, sia perché esistono software che permettono di registrare il proprio disco sul web. </strong></p>
<h2>Registrare un album musicale</h2>
<p>Per caricare una demo sul web o anche un intero album, non sono necessarie apparecchiature sofisticate. Bastano pochi oggetti: microfoni, un qualsiasi strumento musicale collegato al computer e un pro- gramma di audio editing. Ovviamente la riuscita della registrazione e il successo del brano dipenderanno per buona parte dalla qualità del testo, della musica, delle voci e dalla capacità di mixare in modo armonioso i vari elementi tra loro. E poi i brani, magari arricchiti di video confezionati artigianalmente con una webcam, andranno caricati su una delle tante piattaforme sociali come Facebook, MySpace (molto usata proprio dagli artisti), Vimeo o Youtube.</p>
<h2>Da GarageBand a Cubase: esempi di software</h2>
<p>GarageBand è un programma per  la composizione, modifica e registrazione di brani musicali, in dotazione di serie sui Mac in quanto parte della suite iLife di Apple. Creato per gli amanti della musica e gli artisti che possono utilizzarlo fino a ottenere prodotti di livello professionale dal punto di vista della qualità del suono registrato, il software è utilizzabile in due modalità: quella che sfrutta la library di tracce pre- registrate e i cinquanta strumenti virtuali, o quella che acquisisce il suono prodotto attraverso strumenti musicali collegati al computer (chitarre, tastiere o voce) su cui è possibile in seguito applicare degli effetti audio. La prima modalità è adatta a quanti non sanno suonare e non hanno conoscenze approfondite di registrazione. Uno dei programmi di registrazione disponibili per Windows è Cubase. Anche in questo caso, si possono registrare MIDI con strumenti virtuali, tracce musicali partendo da strumenti come le chitarre.</p>
<p>Foto: Cybrain &#8211; Fotolia</p>
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		<title>Come creare il proprio canale televisivo online</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Aug 2011 14:26:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>hacker</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Con l’avvento del web 2.0 e degli strumenti di self-publishing che consentono a chiunque possieda una connessione a internet e un pizzico di fantasia di creare contenuti e pubblicarli per una platea teoricamente illimitata di spettatori, fare televisione non è più solo prerogativa delle società di broadcasting e di editori che hanno a disposizione budget [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.networkingblog.it/wp-content/uploads/2011/10/youtube.jpg" alt="YouTube" title="Come si puo creare un canale televisivo " width="300" height="214" class="alignleft size-medium wp-image-48" /><strong>Con l’avvento del web 2.0 e degli strumenti di self-publishing che consentono a chiunque possieda una connessione a internet e un pizzico di fantasia di creare contenuti e pubblicarli per una platea teoricamente illimitata di spettatori, fare televisione non è più solo prerogativa delle società di broadcasting e di editori che hanno a disposizione budget per sostenere i costi della messa in onda. </strong></p>
<h2>YouTube: il successo in un clic</h2>
<p>La rivoluzione è iniziata nel 2005 con YouTube, la piattaforma di video sharing più popolare al mondo. Alla sua nascita, come dimostra il suo stesso nome, si presentò come un contesto in cui gli utenti, previa registra- zione, possono caricare i propri video e condividerli con i visitatori del sito: chi aggiunge un video, si presume ne sia anche l’autore perché il sito vieta l’upload di contenuti protetti dal diritto di autore. I video però non possono eccedere i 5 minuti di durata o i 2GB di dimensioni. Il successo di un video su YouTube è dato dal numero di visualizzazioni e apprezzamenti (like) che ottiene, una sorta di auditel del web. Oggi la piattaforma è la più visitata al mondo dopo Google, che ne è anche la proprietaria attualmente, e Facebook e, sempre più spesso, personaggi famosi, televisioni, società decidono di creare il loro canale YouTube per sfruttare la popolarità del sito, diffondendo anche trasmissioni in diretta.</p>
<h2>Altri servizi di broadcasting sul web</h2>
<p>Recentemente è stato lanciato dai creatori di Megavideo, Megalive. Come per YouTube sono sufficienti la registrazione al servizio, una webcam e una connessione a internet. Le dirette vengono visualizzate nel database del sito oppure possono essere incorporate attraverso link e codici forniti dalla piattaforma su blog, altri siti web o sui social network. Livestream, inizialmente chiamato Mogulus, è nato invece nel 2007 e consente la diffusione di video in diretta gratuita, per gli utenti semplici, o premium nel caso di professionisti. Inoltre, fornisce pagine pre-impostate di canali, che integrano una chat dal vivo, Twitter e Facebook, per particolari eventi come i concerti. Infine citiamo WwiTv, che contiene moltissimi canali televisivi gratuiti e visualizzabili senza la necessità della registrazione. </p>
<p>Illustrazione: Thomas Pajot &#8211; Fotolia</p>
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		<title>La rivoluzione dei social network nel mondo del web</title>
		<link>http://www.networkingblog.it/2011/07/la-rivoluzione-dei-social-network-nel-mondo-del-web/</link>
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		<pubDate>Sun, 31 Jul 2011 14:33:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>hacker</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Uno dei più clamorosi esempi di quanto sia potente la comunicazione via web, è stata la campagna elettorale dell’attuale presidente degli Stati Uniti, Barak Obama. Rivoluzionando la modalità di interazione con gli elettori americani, Obama ha utilizzato la forza della rete per diffondere messaggi e video sui maggiori social network e per raccogliere, sempre via [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.networkingblog.it/wp-content/uploads/2011/10/social-networking.jpg" alt="Revoluzione dei social networking nel web." title="Social networking" width="300" height="197" class="alignleft size-medium wp-image-44" /><strong>Uno dei più clamorosi esempi di quanto sia  potente la comunicazione via web, è stata la campagna elettorale dell’attuale presidente degli Stati Uniti, Barak Obama. Rivoluzionando la modalità di interazione con gli elettori americani, Obama ha utilizzato la forza della rete per diffondere messaggi e video sui maggiori social network e per raccogliere, sempre via internet, i finanziamenti per la propaganda della propria candidatura. Le statistiche parlano di elevato numero di elettori che da Obama sono stati letteralmente presi nella rete.</strong></p>
<h2>L’informazione libera</h2>
<p>Un altro aspetto importante della  rivoluzione dei social network è quella del potere che questi riescono ad opporre ad ogni forma di censura. In Tunisia così come in altri regimi, grazie ai social network vien si elude il bavaglio che la dittatura tenta di imporre all’informazione. Grazie alla rete vengono divulgate le notizie scomode e che raccontano gli abusi di potere ed i soprusi di chi è al potere . Così come in Egitto dove,  durante la rivolta popolare, il web si rivela uno strumento indispensabile per far circolare appelli, piani ed appuntamenti, in molte altre nazione la rete viene utilizzata per l’organizzazione di proteste e di manifestazioni. Anche in Italia esistono oggi movimenti di contestazione germogliati e cresciuti in internet, come il Popolo Viola o il Movimento 5 stelle. </p>
<h2>Meno egocentrici grazie alla rete?</h2>
<p>Secondo un’indagine condotta sui social network , ben presto anche gli enti e le aziende che fino a ieri ne demonizzavano l’uso ed impedivano l’accesso dei dipendenti alle piattaforme durante l’orario d’ufficio, dovranno rivedere la loro posizione. Le nuove teorie in merito all’uso dei social network sul posto di lavoro, non vi leggono più la voglia di distrazione bensì una nuova modalità di comunicare e di condividere. Chi usa la rete esce da una visione individualista per adottarne una più collettiva e collaborativa. In questo modo migliorano i rapporti all’interno della stessa azienda ed anche le relazioni rivolte verso l’esterno, emergono nuovi talenti e si crea un coinvolgimento maggiore. </p>
<p>Foto: ra2studio &#8211; Fotolia</p>
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		<title>Come creare un proprio blog</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Jul 2011 15:28:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>hacker</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Social Network]]></category>
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		<description><![CDATA[C’era una volta il vecchio caro diario dove ogni giorno si scrivevano pensieri ed emozioni . Dopo lo si chiudeva con il lucchetto e lo si nascondeva in un posto sicuro fino all’indomani. Oppure fino al giorno in cui, inevitabilmente, se ne perdeva la chiave e ci si doveva industriare con una forcina per rientrare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.networkingblog.it/wp-content/uploads/2011/10/Blog.jpg" alt="Creare un proprio Blog" title="Blog" width="300" height="214" class="alignleft size-medium wp-image-39" /><strong>C’era una volta il vecchio caro diario dove ogni giorno si scrivevano pensieri ed emozioni . Dopo lo si chiudeva con il lucchetto e lo si nascondeva in un posto sicuro fino all’indomani. Oppure fino al giorno in cui, inevitabilmente, se ne perdeva la chiave e ci si doveva industriare con una forcina per rientrare in possesso delle proprie emozioni di carta. Oggi il diario è stato sostituito da quello che viene definito blog. Con la differenza che il blog nasce al fine di essere letto da una più o meno ampia platea ed è molto più difficile perderne le chiavi.</strong></p>
</p>
<h2>Il diario online</h2>
<p>La gamma delle piattaforme dove è possibile domiciliare il proprio blog è vastissima; la modalità per farlo è però sommariamente identica per tutte. Ci si iscrive e, dopo aver ricevuto conferma della propria iscrizione via mail, ed aver deciso il nome da dare al proprio blog, ci si ritrova neo-genitori di un creatura virtuale dove scrivere liberamente quello che passa per la mente. Le piattaforme offrono strutture prefabbricate per tutti coloro che non hanno dimestichezza con il linguaggio di programmazione. Vengono proposte vesti grafiche già pronte (template) ed anche voci predefinite (widget) da inserire sulla pagine principale, quella che accoglie i lettori, offrendo loro una panoramica del percorso editoriale in atto: dall’elenco degli ultimi articoli pubblicati alle informazioni sulle letture dell’autore passando per calendari ed informazioni personali, le varianti sono inseribili con un semplice clic.</p>
<h2>Le mille e una vetrina</h2>
<p>Al fine di acquisire maggiore visibilità poi, vengono proposte tra i servizi forniti dalla piattaforma, diverse opzioni come l’inserimento di parole chiave nel testo (tag) che incrementano le probabilità di essere scoperti tramite i motori di ricerca, la sottoscrizione degli rss e l’iscrizione alle blog directories per consentire la lettura anche a chi non è registrato sulla piattaforma dove il blog dimora, la creazione di una newsletter che tiene aggiornato il lettore o dei sondaggi che lo coinvolgano maggiormente. Oggi, al contrario di ieri, anche i profani possono senza grandi difficoltà aprire e gestire un blog, lasciando agli addetti ai lavori le incombenze artigianali.</p>
<p>Immagine: Kirill_M &#8211; Fotolia</p>
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		<title>Come cercare lavoro online</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Jun 2011 13:12:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>hacker</dc:creator>
				<category><![CDATA[Online]]></category>
		<category><![CDATA[curriculum vitae]]></category>
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		<description><![CDATA[Con l’imporsi della tecnologia, la ricerca di un posto di lavoro attraverso la lettura dei giornali è caduta quasi del tutto in disuso ed anche le testate editoriali che riservano spazio alle offerte e ricerche d’impiego, oltre al formato cartaceo offrono oggi giorno anche un sito web. Solo l’imbarazzo della scelta Per chi è a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.networkingblog.it/wp-content/uploads/2011/10/Mann-Tastatur.jpg" alt="Cercare lavoro online" title="Lavorare al PC" width="300" height="200" class="alignleft size-medium wp-image-36" /><strong>Con l’imporsi della tecnologia, la ricerca di un posto di lavoro attraverso la lettura dei giornali è caduta quasi del tutto in disuso ed anche le testate editoriali che riservano spazio alle offerte e ricerche d’impiego, oltre al formato cartaceo offrono oggi giorno anche un sito web.</strong></p>
<h2>Solo l’imbarazzo della scelta</h2>
<p>Per chi è a caccia di un lavoro, la rete offre la possibilità di consultare molteplici siti che specificamente si occupano di questo. E’ sufficiente digitare offerte di lavoro perché i motori di ricerca propongano un lungo elenco di siti da visionare. Seppure l’iscrizione a questi non sia, solitamente, vincolante per la consultazione degli annunci, vi sono diverse buone ragioni per effettuarla comunque. L’iscrizione il più delle volte consente la ricezione via mail di newsletter che aggiornano, in tempo reale, l’utente sulle offerte di suo interesse grazie all’impostazione dei criteri di selezione ad hoc (località, settore, qualifica ecc.). Molte aziende poi, accettano solamente la candidatura eseguita attraverso i siti specifici online e non rendono pubblici eventuali indirizzi mail o postali a cui rivolgersi direttamente,. L’iscrizione offre inoltre la possibilità di compilare un curriculum vitae che verrà inserito nel database del sito e che potrà essere consultato dalle aziende che cercano personale. Il più delle volte su queste piattaforme a tema vengono anche  forniti consigli preziosi in merito all’argomento: viene illustrato come compilare correttamente il curriculum europeo, ormai richiesto da tutte le aziende; come impostare la lettera di presentazione da allegare al curriculum e come porsi in modo vincente al fine di ottenere l’assunzione.</p>
<h2>Inutile suonare</h2>
<p>Anche il trend della ricerca di personale da parte di piccoli e grandi aziende ha subito, in questo senso, un cambiamento di rotta radicale. Sono sempre meno coloro che selezionano i candidati attraverso la pubblicazione di annunci sui giornali o che prendono in considerazione le candidature dirette. La maggioranza delle azienda, anche quando possiede una sezione riservata alle candidature online sulla propria pagina internet, pubblica gli annunci tramite i siti di ricerca lavoro o affida l’incarico alle agenzie interinali che, a loro volta, divulgano la notizia via web.</p>
<p>Illustrazione: Lincoln Rogers &#8211; Fotolia</p>
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		<title>Firewall hardware e software</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Jun 2011 15:40:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>hacker</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tecnologie di rete]]></category>
		<category><![CDATA[Firewall]]></category>
		<category><![CDATA[Hardware]]></category>
		<category><![CDATA[installazione]]></category>
		<category><![CDATA[periferiche]]></category>
		<category><![CDATA[Software]]></category>

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		<description><![CDATA[Un firewall è un dispositivo hardware o software di difesa per un computer o una rete di computer che filtra tutti i pacchetti di dati in input/output contribuendo alla sicurezza del sistema. La caratteristica principale di un firewall è infatti quella di “spacchettare” i dati trasmessi, leggere le informazioni presenti all’interno del pacchetto e verificare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.networkingblog.it/wp-content/uploads/2011/08/antiviren-300x300.jpg" alt="Sapeva già qual&#039;e la differenza tra firewall hardware e firewall software." title="Firewall e sicurezza del proprio PC" width="300" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-22" /><strong>Un firewall è un dispositivo hardware o software di difesa per un computer o una rete di computer che filtra tutti i pacchetti di dati in input/output contribuendo alla sicurezza del sistema. La caratteristica principale di un firewall è infatti quella di “spacchettare” i dati trasmessi, leggere le informazioni presenti all’interno del pacchetto e verificare l’affidabilità dal punto di vista informatico del contenuto e del pacchetto stesso. Letteralmente il termine inglese firewall significa parete refrattaria o muro ignifugo perché esso si frappone tra il computer o la rete locale e un’area esterna o WAN da cui provengono i dati.</strong></p>
<h2>Firewall hardware</h2>
<p>Un firewall hardware o perimetrale è semplicemente un computer specializzato dotato di software specifici per il controllo e il monitoraggio dei dati. Una serie di vantaggi derivano dalla scelta di un firewall hardware. Innanzitutto, possedere una macchina dedicata alla difesa del proprio computer o della propria LAN rende più difficile la violazione del sistema dall’esterno. Altri vantaggi riguardano la facilità d’installazione fisica e la capacità di gestire un traffico di dati elevato e svolgere pesanti operazioni matematiche. Per quanto riguarda l’installazione, questa avviene tramite due porte Ethernet standard: una connette il firewall alla LAN e l’altra lo collega al router e quindi la rete WAN. </p>
<h2>Firewall software</h2>
<p>Un firewall software o personale è un programma installato su un computer che filtra solamente i pacchetti di dati in entrata ed uscita da quello specifico elaboratore controllando tutti i programmi che di volta in volta cercano di accedere ad internet. Il firewall richiede all’utente il consenso prima di permettere ad un’applicazione di interagire con la rete. Rispetto ad un firewall hardware, quelli software presentano meno vantaggi. Ad esempio, essendo in esecuzione su un computer assieme ad un elevato numero di applicazioni, hanno più facilità di accesso ai pacchetti dati perché sanno chi li ha generati, ma al tempo stesso sono più vulnerabili perché sono eseguiti dallo stesso sistema operativo che dovrebbero proteggere e quindi possono essere attaccati e disattivati da un malware. Tra i vantaggi dei firewall personali vi è il costo, molto più basso rispetto a quelli hardware.</p>
<p>foto: almagami &#8211; Fotolia</p>
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